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Le convinzioni / 2011 - inchiostro e smalto su carta intelata - cm 60x59

Le convinzioni / 2011 - inchiostro e smalto su carta intelata - cm 60x59

Le veneziane / 2011 - inchiostro e smalto su carta intelata - cm 60x60

Le veneziane / 2011 - inchiostro e smalto su carta intelata - cm 60x60

Le zie di Venezia (serie) / 2010 - inchiostro e smalto su carta intelata - cm 12x12

Le zie di Venezia (serie) / 2010 - inchiostro e smalto su carta intelata - cm 12x12

Filos / 2009 - inhiostro e smalto su carta intelata, cm 100x100

Filos / 2009 - inhiostro e smalto su carta intelata, cm 100x100

Morgana, inchiostro e smalto su carta intelata, 2010 - cm 100 x 30

Morgana, inchiostro e smalto su carta intelata, 2010 - cm 100 x 30

Il giardino di Clara / 2009 - inchiostro e smalto su carta intelata - cm 70 x70

Il giardino di Clara / 2009 - inchiostro e smalto su carta intelata - cm 70 x70

Aura Zecchini è nata a Peschiera del Garda (Vr) nel 1983. Vive e lavora a Milano.


Mostre personali

2012
Naturalia & Mirabilia. Galleria d’Arte Il Castello. Trento. A cura di Alberto Zanchetta.
2011
Sissirossi per l’arte. Boutique Sissirossi. Roma.
2010
Mutazioni Fragili. Galleria Bianconi. Milano. A cura di Angela Madesani.
2009
Co Co Co, Como Contemporary Contest. San Pietro in Atrio. Como.
2005
Flowers Papers. Banca Nazionale del Lavoro. Milano.


Principali mostre collettive

2012
Artforkids. Roberta Lietti Arte Contemporanea. Como. A cura di Emma Gravagnuolo e Roberta Lietti.
2011
L’Arte non è cosa Nostra. 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia/Accademie. Tese di San Cristoforo. Venezia.
A cura di Vittorio Sgarbi.
Nemeton. Parco di Villa Annoni. Cuggiono.
A cura di Nila Shabnam Bonetti e Marco Garegnani.
AAF Affordable Art Fair. Galleria Bianconi. Milano.
Arte a Mantova, 2000-2010. Persistenze Verifiche e Nuove Presenze. Casa del Mantegna. Mantova. A cura di Claudio Cerritelli.
2010
Premio Lissone 2010. Museo d’Arte Contemporanea. Lissone.
VII Biennale d’Arte Postumia Giovani 2010. Museo dell’Alto Mantovano, Gazoldo delle Ippoliti, Mantova. A cura di Beatrice Buscaroli.
Premio Aletti, Artverona. Verona.
Artverona. Con Galleria Bianconi, Milano. Verona.
Economia Libidica. Amy-d Arte Spazio. Milano.
Contaminazioni. Galleria Bianconi, B.Projectroom. Milano.
A cura di Renata Bianconi.
Bloom. Galleria Doppia V. Lugano. Svizzera.
A cura di Barbara Paltenghi Malacrida.
Assogestioni. Palazzo Mezzanotte. Milano. A cura di Franco Marrocco.
2009
Arte Fiera Verona 2009. Galleria Bianconi. Verona.
12° Edizione Premio Morlotti Imbersago. Fondazione Granata–Braghieri. Imbersago, Lecco.
Co Co Co, Como Contemporary Contest. Pinacoteca Civica, Palazzo Volpi. Como. Primo premio.
PANdora. Galleria Bianconi. Milano.
A cura di Alberto Zanchetta.
Love Nest. Wannabee Gallery. Milano.
A cura di Silvia Pettinicchio e Samir Chala, in collaborazione con Luciano Mancini. 8 Artisti. Missori Cafè. Hotel dei Cavalieri. Milano.
A cura di Dario Giliberto.
2008
Maestros et discìpulos. Centro Cultural Espacio Contemporaneo de Arte. Cordoba, Argentina.
Premio Italian Factory x la giovane pittura italiana 2008.
Fabbrica del vapore. Milano.
A cura di Chiara Canali.
Una Mano per AIL. Palazzo Clerici. Milano.
A cura di Alberto Zanchetta.
2007
Creepy. Kgallery. Legnano (MI). A cura di Ivan Quaroni. Artificio. ArtificioLab. Milano. A cura di Dany Vescovi.


Premi, riconoscimenti

2009
Co Co Co, Como Contemporary Contest. Pinacoteca Civica, Palazzo Volpi. Como. Primo premio.
2006
Premio Nazionale delle Arti. Roma.
Biennale - Arte e Sport. Foro Italico, Roma. Terzo premio.
2003
Salon Primo. Museo della Permanente. Milano. Opera segnalata e premiata nella categoria pittura.
2000
Amici di Camilla. II° concorso “Camilla Musmeci”. Sala Brunelli. Desenzano del Gard (Vr). Terzo premio.

Sostanza e apparenza, verità e immagine.
Sono poli semantici contrapposti quelli su cui delicatamente si muove l’arte di Aura Zecchini: eterea e sinuosa come giunchi al vento, fragile come carta di riso, mobile e fluttuante come ali di farfalla. Le superfici stratificate si affacciano allo sguardo ed emergono in piani sovrapposti, trasparenti come pizzi, mosse da una brezza leggera e cadenzata. Ragnatele invisibili, insetti mimetizzati tra foglie e petali dai colori intensi - linee nette e avvolgenti che rivelano un micromondo sotterraneo reso con notevole attenzione per il dettaglio e grande sapienza compositiva.
Un inedito, sorprendente e squisitamente femminile equilibrio tra la natura e la sua rappresentazione.



FIABE BOTANICHE
di Emma Gravagnuolo

Il lavoro di Aura Zecchini, artista dal raffinato vocabolario visivo, trova forza nel viaggiare della sua immaginazione tra botanica ed entomologia. Refrattario alla semplice descrizio- ne, si rivela ricco di riferimenti poetici e oscillante in armoniche relazioni tra figurazione e astrazione. Priva di gerarchie interne, la pittura dell’artista è costruita sulla meraviglia dell’immanente e distinta da una straordinaria perizia tecnica. Il segno richiama la tradi- zione grafica orientale mentre l’accurata definizione dei soggetti si accompagna a una bidimensionalità che enfatizza la mancanza di peso delle figure. Ogni dettaglio della tela viene assorbito in un insieme di colore e materia sino a sciogliersi in un unico piano di rappresentazione. La sua ricerca articolata tra pittura, disegno e installazione si snoda attraverso esperienze eterogenee che vanno dai rimandi alla tradizione pittorica europea (il simbolismo soprattutto) al rapporto dell’uomo con la natura, intesa come elemento co- stitutivo dell’esistenza, al vissuto personale.


Aura Zecchini elegge l’arte come luogo di decifrazione dei processi di relazione. Sceglie soggetti familiari, quali sono fiori e insetti; così facendo, ci induce ad effettuare un eserci- zio di ricognizione, ci fa sospendere la sicurezza della consuetudine come pensare ad un determinato oggetto esattamente com’è, ma immaginando ci emozioni in maniera diversa. L’artista lavora sulla possibilità di recuperare le sensazioni che precedono la familiarità, con opere dalla forte valenza iconica che catturano l’attenzione e trattengono l’osserva- tore sul margine di una soglia oltre la quale tempi e modi della percezione si liberano di ogni ordinaria e quotidiana consuetudine. Fermarsi su questa soglia consente di vedere altrimenti, di scoprire la meraviglia di una rivelazione improvvisa come la nascita di micor- cosmi leggeri e caotici. Come fonti delle immagini utilizza dei fiori appassiti conservati per anni in studio. Non considera la perdita della loro freschezza come il preludio verso la fine, ma un cambiamento, l’evolversi di uno stato. Si serve invece delle tavole delle enciclopedie degli insetti per farfalle, libellule, scarabei, mosche... Ad incuriosirla sono le loro strutture anatomiche, pronte a offrire innumerevoli possibilità di ricerca formale, dal momento che non vi è alcun intento documentaristico nel loro ripetersi.

Questi soggetti vengono ridotti all’essenza, tradotti nei contorni eleganti delle ali, nelle estensioni filamentose di zampe e antenne, nelle venature dei petali. L’artista punta alla sovrapposizione, agli accostamenti d’immagini che si incastrano l’una dentro l’altra, attraverso una costruzione spaziale sot- tilmente articolata. La realizzazione segue un procedimento accurato e complesso: Aura Zecchini inizia a disegnare ad inchiostro, nero o colorato, insetti e microrganismi, petali e foglie su fogli di carta velina di diverse dimensioni. Poi accosta alcuni fogli sulla superficie della tela e, quasi costruisse un puzzle in cui ogni tassello deve essere inserito nel posto corretto, incolla i singoli frammenti – le giunzioni sono pressoché impercettibili – e inse- risce bande di pizzo dalla trama modulare ritmata. Un ulteriore passaggio consiste nello scandire lo spazio attraverso piccole aree di freddo smalto bianco e macchie d’inchiostro dai colori sgargianti che caricano il dipinto di un’espressività segnica vitale, intensa. Il pizzo, che per trama e trafori simmetrici rimanda alle ali degli insetti, non viene usato come rimando al mondo femminile, ma diventa per l’artista uno strumento per creare un contrasto con i segni irregolari da lei dipinti. L’opera avvia un processo cognitivo che si muove su un doppio binario: da una parte agisce sul piano della decostruzione, tende a iso- lare gli elementi che compongono l’unità dell’immagine, dall’altra agisce sulla ricostruzione caricando ogni dettaglio di nuovi significati. Proprio la loro delicatezza interiore riesce a sorprendere lo spettatore a fargli superare la complessità, a prima vista caotica, delle sue forme naturali. Uno degli aspetti più significativi del lavoro di Aura Zecchini è l’accumulo inteso come forma dialettica. La compresenza implica dialogo tra strutture botaniche ed entomologiche, dialogo tra forme e linguaggi, dialogo tra le piccole tele autonome che si legittimano vicendevolmente e in funzione del tutto. È interessante notare come, nei lavori recenti, la scelta cromatica segua due filoni distinti. Da una parte la riduzione della tavo- lozza, con soggetti prossimi alla monocromia che fluttuano in un limbo fatti di assolutezza. In “Senza titolo” e “Questioni serali” la linea diventa l’elemento generatore, bianchi e neri si sfumano in colpi di luce. Altre tele, invece, sembrano irradiare energia dall’intensità delle macchie d’inchiostro dai toni viola, rosa, rosso e blu che scandiscono l’intera superficie e si portano in primo piano. I colori si addensano, spiccano in note stridenti. Le tinte sature contribuiscono a creare un senso di omogeneità compositiva, valorizzata dalla complessa stratificazione delle forme. Alcune aree, come bolle di luce riempiono l’orizzonte visivo dello spettatore, lo attirano in un’atmosfera di sospensione spazio-temporale. Sembrano aperture da cui si accede a uno spazio altro, a una fusione di forme, suoni e ritmi, in una di- mensione parallela ai confini della realtà oggettiva. Permangono appena tracce di elementi figurativi a favore di un lirismo astratto. Fugaci, come quelle che popolano i nostri sogni.