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Alla deriva, acrilico su lino, 202x234, 2011

Alla deriva, acrilico su lino, 202x234, 2011

Salvo, acrilico su lino, cm 68x56, 2013

Salvo, acrilico su lino, cm 68x56, 2013

So long Marianne, acrilico su lino, cm 75x55, 2013

So long Marianne, acrilico su lino, cm 75x55, 2013

Carolina Raquel Antich

Carolina Raquel Antich

Carolina Raquel Antich

Carolina Raquel Antich

Interno con jarròn  / 2010 - olio su tela - cm 41x38

Interno con jarròn / 2010 - olio su tela - cm 41x38

Externo con colibrì  / 2010 - olio su tela - cm 47x48

Externo con colibrì / 2010 - olio su tela - cm 47x48

La flor de Coleridge  / 2010 - olio su tela - cm 70x80

La flor de Coleridge / 2010 - olio su tela - cm 70x80

Viaggio d'inverno / 2009 - acrilico su tela - cm 189x384

Viaggio d'inverno / 2009 - acrilico su tela - cm 189x384

Penombra /2009 - acrilico su tela - cm 98x110

Penombra /2009 - acrilico su tela - cm 98x110

Bosco / 2009 - acrilico su tela - cm 175x200

Bosco / 2009 - acrilico su tela - cm 175x200

Tenda / 2009 - acrilico su tela - cm 47x52

Tenda / 2009 - acrilico su tela - cm 47x52

Nieve /2009 - acrilico su tela - cm 33x33

Nieve /2009 - acrilico su tela - cm 33x33

Coperta / 2009 - olio su tela - cm 53x47

Coperta / 2009 - olio su tela - cm 53x47

Asilo / 2009 - acrilico su lino - cm 198x178

Asilo / 2009 - acrilico su lino - cm 198x178

A pancia in su / 2009 - acrilico su tela - cm 47x55

A pancia in su / 2009 - acrilico su tela - cm 47x55

Con la testa in giù / 2009 - acrilico su lino - cm 32x41

Con la testa in giù / 2009 - acrilico su lino - cm 32x41

Quando dorme / 2009 - olio su tela - cm 47x55

Quando dorme / 2009 - olio su tela - cm 47x55

Il bosco e io / 2009 - olio su tela - cm 33x33

Il bosco e io / 2009 - olio su tela - cm 33x33

Mappamondo / 2009 - olio su tela - cm 130x156

Mappamondo / 2009 - olio su tela - cm 130x156

L'ermellino / 2009 - olio su tela - cm 84x95

L'ermellino / 2009 - olio su tela - cm 84x95

Born in 1970, Rosario, Argentina.
Lives and works in Venice.

One-Person Exhibitions
2012
One Day, Art – U- Room, curated by Hiromi Kurosawa, Tokyo

2010
Capricci, AB23, curated by Stefania Portinari, Vicenza

2009
Nightfall Art - U - Room, Tokyo
Frio Galleria Doppia V, curated by Ivan Quaroni, Lugano

2008
Into Flower Gimpel Fils Gallery, London

2007
Rio Negro / Black River Florence Lynch Gallery, New York
Beyond the Sunrise Art - U - Room, Tokyo

2006
Si salvi chi puo, Prometeo Gallery, curated by Angela Vettese, Milan
Suite Gimpel Fils Gallery, London

2005/06
Di punto di bianco Florence Lynch Gallery, curated by Barbara Pollack
New York

2003
Non spegnete le luci Gallery Girondini Arte Contemporanea, curated by Chiara Bertola, Verona

1999
Studio Barbieri Arte Contemporanea, curated by Chiara Bertola, Venice

1995
Visiones: arte e media Universita Torcuato di Tella, Curated by Ed Shaw, Buenos Aires

Selected Group Exhibitions

2011
Palazzo Zenobio rewind...punto e..., Palazzo Zenobio, curated by Roberta Semerano e Saverio Simi de Burgis, Venezia
Anti-corpi, Isola di Sant' Erasmo Torre Massimiliana, curated by Giovanna Dal Bon and Giovanni Bianchi, Venice, Italy
Venezia/contemporaneo, Palazzo Zenobio, curated by Saverio Simi De Burgis, Venice, Italy

2010
Suspense, Fondazione Bevilacqua La Masa, curated by Carolina Lio, Venice, Italy
Bloom, Galleria Doppia V, curated by Barbara Paltenghi Malacrida, Lugano, Switzerland
Colour is keyboard, Gimpel Fils Gallery, London

2008
Those Strange Children Curated by
Douglas Ferrari, The Shore Institute For Contemporary Arts,Long Branch, NJ
Quadriennale di Roma Rome, Italy
Variation & Revision: Low Tech/New Tech
in Contemporary Videos
Curated by Florence Lynch, Marymount Manhattan College Hewitt Gallery, New York; Tandem Gallery, Birmingham, Alabama
Sum it up Florence Lynch Gallery, New York
Art Rotterdam Rotterdam The Netherlands

2007
Girlpower & Boyhood Solvberget, Stavanger Kulturhus, Norway
Allotey, Antich, Fisher, Hackett Florence Lynch Gallery, New York
Innocence and Experience
Carolina Raquel Antich, Corinne Day,
Sarah Dobai, Jenny Watson,
Gimpel Fils, London
Art Rotterdam Rotterdam, The Netherlands

2006
Girlpower & Boyhood Talbot Rice Gallery,
The University of Edinburgh, and Kunsthallen Brandts
MACO:featured artist Mexico City, Mexico (Florence Lynch Gallery, NY)
Trailers & Animations Carolina Raquel Antich, Raffi Asdourian, Carlo Ferraris, Jeanne Susplugas
Senko Forum, Viborg, Denmark
Art Rotterdam Cruise Terminal, Rotterdam
(Florence Lynch Gallery, NY)
2005/06
Florence Lynch Gallery, New York

2005
Premio per la giovane arte italiana 51st Edition Venice Biennale, Venice Pavilion
FIAC Florence Lynch Gallery, Paris
Fondazione Bevilacqua La Masa, Venice
DIVA Digital and Video Art Fair, Rewind/Florence Lynch Gallery, New York 

UN CUORE IN INVERNO
di Ivan Quaroni

I recenti sviluppi nell'ambito dell'arte contemporanea registrano un rinnovato interesse verso il disegno come forma espressiva insieme teoretica e istintiva. Due sono, infatti, le principali tendenze in questo ambito, quella concettuale, che considera il disegno uno strumento di elaborazione progettuale e teorica, le cui implicazioni simboliche risalgono alle prime espressioni neolitiche, e quella neoromantica, in cui la struttura narrativa lascia spazio alle libere associazioni e alla fedele registrazione degli impulsi emotivi e delle istanze inconsce dell'individuo. In entrambi i casi, il disegno si offre come un linguaggio globale, come "grado zero" della comunicazione, capace di essere universalmente comprensibile laddove falliscono gli altri linguaggi.

Come scrive Emma Dexter nell'introduzione al volume Vitamin D, "il disegno ha un carattere primario ed elementare: esso assume uno status mitico in quanto è la forma più immediata di costruzione dell'immagine". In effetti, è il primo strumento di comunicazione dell'uomo, il suo marchio distintivo, insieme al logos. Anzi, il disegno è logos, ossia pensiero, linguaggio. Ma è, nel medesimo tempo, emozione, urgenza, necessità di condivisione. Non a caso, per i bambini in età prescolare, ma anche per quelli che già frequentano le scuole dell'obbligo, il disegno rappresenta un importante strumento espressivo.

A ben vedere, l'evidente importanza assunta dall'infanzia come tema iconografico nelle arti contemporanee deve essere posta in relazione con il recente recupero del disegno quale espressione autonoma e non sussidiaria rispetto alle altre arti. Ciò risulta evidente in particolare nell'ambito del cosiddetto "New Folk", una sensibilità che accomuna il lavoro di artisti anche molto diversi tra loro, come Marcel Dzama, Amy Cutler e Jockum Nordström, i quali adottano lo stile ingenuo e le atmosfere fiabesche di certa arte naive per trattare temi crudi e argomenti stridenti quali la violenza e la sopraffazione.

Nella ricerca di Carolina Antich ci sono sufficienti gli elementi per stabilire un trait d'union con questo nuovo tipo di sensibilità, che prende le mosse dalle modalità del disegno infantile per esprimere, paradossalmente, contenuti tutt'altro che rassicuranti. L'aveva fatto già notare Horace Brockington, scrivendo che "Ad un primo incontro con i disegni e i dipinti di Antich, i suoi personaggi appaiono innocenti e fragili. Ma ad una più attenta analisi, essi rivelano un carattere adulto ed una precoce indifferenza". Infatti, nonostante siano spesso dei bambini, i personaggi di Carolina Antich appaiono come individui senza tempo, ieratici, quasi chiusi in una dimensione inaccessibile, in un luogo dove la spazialità è appena suggerita e, a volte, persino annullata. Particolare, questo, evidente anche nell'ultima serie di lavori, intitolata "Frìo", in cui il clima di sospensione, dei cicli precedenti assume i connotati di un'ambientazione invernale. Qui ogni cosa appare silente, immobile, come per effetto di un'improvvisa ibernazione, di una glaciazione che è non solo atmosferica, ma anche psicologica.

La presenza in questi lavori di figure con gli occhi chiusi, ma soprattutto di individui dormienti, è la prova di un'avvenuta cesura con il mondo esterno. Sembra quasi che questi personaggi flebili e delicati abbiano una rassegnata propensione a sottrarsi a condizioni non solo climaticamente, ma anche emotivamente impervie. Al contempo, si avverte in essi la necessità di trovare un riparo, un rifugio, si tratti di una coperta, di una tenda oppure di un nascondiglio mentale, psichico. Sono volti e corpi che affiorano da incolmabili lontananze, come ricordi selettivi e frammentari di una memoria labile. Non è un caso, che proprio l'iconografia della foto di gruppo sia diventata un motivo ricorrente nella pittura dell'artista. Basti pensare all'opera intitolata Mappamondo (2009) e, per estensione, alle precedenti Libertà, libertà, libertà (2005), La banda (2002), Taglio trasversale di un fiore (2003) e Le voci bianche (2003) per accorgersi di quanta importanza abbia assunto il tema dell'anamnesi e della reminescenza e di come sia inevitabile che tale argomento si associ ad uno stile deliberatamente infantile.

La ricerca formale di Carolina Antich appare come il risultato di una meditata traslazione del disegno nel dominio operativo della pittura. Caratterizzato da un'estrema rarefazione di segni e cromie, che investe tanto le figure quanto le ambientazioni, avvolgendole in un raggelato vuoto pneumatico, la pittura di Antich si adatta alla trascrizione di enigmatici, quanto ambigui cenni narrativi. Horace Brockington ha definito i dipinti dell'artista "minimalisti nella forma e concettuali nell'intento", ma si tratta di un dualismo apparente. Uno stile che si rifà, pur con le inevitabili malizie, ai disegni dei bambini è per definizione minimalista, frugale nella descrizione dei dettagli, parco nell'impiego dei colori e, ma allo stesso tempo colmo di allusioni e significati, senza essere "concettuale". Poiché se c'è, nell'arte contemporanea, un aggettivo tanto usurato da non possedere più alcun significato preciso, questo è proprio il termine "concettuale". Già Giorgio Vasari sosteneva che il disegno è "un'apparente espressione e dichiarazione del concetto che si ha nell'animo, e di quello che si è nella mente imaginato e fabricato nell'idea". Pertanto, se è vero che, tra tutti i media, il disegno è quello più prossimo alla sorgente dei pensieri, allora definirlo "concettuale" è semplicemente pletorico.

L'arte di Carolina Antich è una misurata, quanto pudica, rappresentazione di percezioni e stati d'animo, di situazioni e circostanze, non di "concetti". È una pittura laconica, eterea, che preferisce l'allusione al racconto e semina ogni tela di radi segnali e indizi minimi, riuscendo a imprimere nello spettatore una sensazione delicata, ma persistente, di freddo. È il caso di opere come Penombra, Tenda e Bosco, dove un'atmosfera di estatica quiescenza accompagna il sonno profondo dei protagonisti. L'inverno evocato dall'artista, che riverbera sui volti in primo piano di Autoritratto, Sciarpa e Coronata, come pure nei paesaggi nivei di Viaggio d'inverno e Studio d'ombre, diventa, così, sinonimo di una condizione interiore, che è insieme una forma di cauta sospensione e necessaria letargia spirituale.

1 Emma Dexter, Vitamin D, pag. 8, Phaidon Press, London, 2005
2 Horace Brockington, Di punto in bianco (All of a sudden), in Carolina Raquel Antich, Di punto in bianco, catalogo della mostra omonima, Florence Lynch Gallery, New York, 2005.
3 Ibidem
4 Giorgio Vasari, Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti, pag. 73, Newton

Carolina Raquel Antich