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Family values / 2004 - affresco su juta - cm 110x110

Family values / 2004 - affresco su juta - cm 110x110

Family values / 2003 - affresco su juta - cm 110x110

Family values / 2003 - affresco su juta - cm 110x110

Memento / 2004 - affresco su juta - cm 100x80

Memento / 2004 - affresco su juta - cm 100x80

Pose / 2004 - affresco su juta - cm 40x30

Pose / 2004 - affresco su juta - cm 40x30

Family values / 2004 - affresco su juta - cm 160x180

Family values / 2004 - affresco su juta - cm 160x180

Pose / 2004 - affresco su juta - cm 40x30

Pose / 2004 - affresco su juta - cm 40x30

Pose / 2004 - affresco su juta - cm 35x60

Pose / 2004 - affresco su juta - cm 35x60

Valerio Berruti è nato ad Alba in Piemonte nel 1977, laureato in Critica d’Arte al D.A.M.S. di Torino, vive e lavora a Verduno (CN) in una chiesa sconsacrata del XVII secolo che ha acquistato e restaurato nel 1995.

Principali mostre personali

2011
La rivoluzione terrestre, a cura di Andrea Viliani,
Chiesa di San Domenico, Alba.
Almost Queen, a cura di Andrea Bruciati,
Galleria Marcorossi artecontemporanea, Milano, Verona.
Too much light not to believe in light, a cura di Zorana Djakovic,
Formal Military Accademy, Belgrade.
Kizuna, a cura di Kaori Ikeda, Pola Museum Annex,
Ginza, Tokyo.

2010
Una Sola Moltitudine, a cura di Olga Gambari,
Fondazione Stelline, Milano.
 I wish I was special, a cura di Luca Beatrice,
Ermanno Tedeschi Gallery, Torino, Roma.

2009
E più non dimandare, a cura di Silvia Ferrari, Serena Goldoni e Ornella Corradini,
Galleria Civica, Modena.

2008
Magnificat, a cura di Hye Young Kim,
Keumsan Gallery, Seoul.

2007
E più non dimandare, a cura di Silvana Peira,
Il Fondaco, Bra.

2006
Se ci fosse la luna, a cura di Guido Curto,
Palazzo Bricherasio, Torino.

2005
Golgota,
Esso Gallery, New York.
Primary, a cura di Vittoria Coen,
Ermanno Tedeschi Gallery, Torino.
Ho meritato il tuo castigo, a cura di Lorenzo Canova,
Officina 14, Roma.
Senza più pensare, a cura di Marco Meneguzzo,
Galleria 41artecontemporanea, Torino.

2004
Naufragar m’è dolce…, a cura di Gianluca Marziani,
Museo dello zucchero, Nizza Monferrato.
Vocazione, a cura di Gianluca Marziani,
Chiesa di Sant’Agostino, Pietrasanta.
Icone Domestiche, a cura di Maria Chiara Valacchi,
Spazio Obraz, Milano.

2003
Familienwertes,
Galerie Markus Nohn, Francoforte.
Family Values, a cura di Luca Beatrice,
Galleria Spirale Arte, Verona.
Pose, a cura di Manuela Brevi
Galleria Doppia V, Lugano
Brothers, a cura di Chiara Guidi,
Galleria Arte & Altro, Gattinara.
Summertime, a cura di Olga Gambari e Gian Luca Favetto,
Galleria 41artecontemporanea, Torino.

2002
Sacre rappresentazioni, a cura di Alessandro Riva,
Galleria Spirale Arte, Milano, Pietrasanta.

2001
Saints Kids, a cura di Guido Curto,
Galleria Art & Arts, Torino.

2000
Berruti e Tibaldi, a cura di Olga Gambari,
Maze Gallery, Torino.

Principali mostre collettive

2011
Cabinet de dessins, a cura di Lorand Hegji,
Villa La Versiliana, Pietrasanta (Lucca)

2010
Oltre il mito. Cavour nell’arte contemporanea, a cura di Elisabetta Tolosano, Castello Cavour, Santena.
On the paper, MarcoRossi artecontemporanea, Milano.

2009
53a Biennale di Venezia, Padiglione Italia, a cura di Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli, Venezia.
Campolungo. L’orizzonte sensibile del Contemporaneo, a cura di Vittoria Coen,
Complesso del Vittoriano, Roma.
The sublime gaiety of Art, a cura di Carola Annoni,
Kunstpfad Bischofstrasse, Linz.
Che cos’è la scultura moderna, a cura di Luca Beatrice,
Marcorossispiralearte, Pietrasanta.

2008
XIII Biennale d’arte sacra contemporanea, a cura di Carlo Chenis,
Museo Stauros, San Gabriele, Teramo.
Biennal of Young Artists from Europe and Mediterranean, XIII edizione, Bari.
Detour, a cura di Raffaella Guidobono,
Centre Pompidou, Parigi.

2007
Micro-narratives, a cura di Lorand Hegyi,
48th October Salon, Belgrado.
The big show,
Silas Murder Gallery, New York.
Art first, a cura di Arte Fiera,
Facciata Palazzo Re Enzo, Bologna.

2006
Crave, a cura di Raffaella Guidobono,
Row Space, Londra.
Giardino. Luoghi della piccola realtà, a cura di Lorand Hegyi,
P.A.N. Palazzo delle Arti, Napoli.
Uniforms and costumes, a cura di Dalia Levin,
Herzliya museum of Contemporary Art, Herzliya, Israele.
Cabinet des Dessins, a cura di Lorand Hegyi,
Musée d’art moderne de Saint-Etienne, Saint Etienne.

2005
Deck the wall, a cura di Andrea Salerno,
Exit Art, New York.
Memoria Contemporanea, a cura di Maria Chiara Valacchi,
Centrale Taccani, Trezzo sull’Adda.
Quadriennale Monza, a cura di Marco Meneguzzo, Monza.

2004
Il gioco di Jarry, a cura di di Nico Orengo e Norma Mangione,
Galleria Biasutti, Torino.
Dal Profondo, a cura di Serena Carloni e Tania Lòhr,
Kästrich, Mainz, Germania.
La via del sale, a cura di Silvana Peira e Nico Orengo,
Pieve di Santa Maria, Cortemilia.
Quotidiana 04,
Museo Civico del Santo, Padova.
Made in Italy. A group show of three prominent Italian artists,
Limn Gallery, San Francisco.
Quadriennale di Roma Anteprima,
La Promotrice delle Belle Arti, Torino.

2003
Premio Cairo, a cura di Maurizio Sciaccaluga,
Palazzo della Permanente, Milano.
Gemine Muse, a cura di Guido Curto,
Museo di Arte Antica, Torino.
Extraños niños,
3 Punts Galeria, Barcellona.

2002
Infanzie, a cura di Ferdinando Albertazzi e Olga Gambari,
Battistero di San Pietro, Asti.
Col sale, a cura di Norma Mangione,
Galleria In Arco, Torino.

2000
Le ombre della memoria, a cura di Olga Gambari e Gian Luca Favetto,
En Plain Air, Pinerolo.
Meno trenta, a cura di Maurizio Sciaccaluga,
Associazione Culturale Marcovaldo, Caraglio.

1998
Contemporanea, a cura di Lucia Majer,
Villa Farsetti, Santa Maria di Sala.

1996
Io espongo, a cura di di Antonino Minniti,
Associazione Culturale Azimut, Torino.

Premi, riconoscimenti, workshop

2011
Nirox Foundation,
a cura di Martina Venturi, Johannesburg

2010
Youkobo Art Space,
a cura di Hiroko and Tatsuhiko Murata, Tokyo

2009
Area Progetto,
a cura di Silvia Ferrari, Serena Goldoni e Ornella Corradini, Galleria Civica, Modena.

2007
Dena Foundation for Contemporary Art,
programma per artisti e curatori, Parigi.

2006
Workshop con Stefano Arienti,
Fondazione Spinola Banna, Poirino.

2005
I.S.C.P. International Studio & Curatorial Program, New York City.

2004
Premio Pagine Bianche,
opera vincitrice per la copertina delle Pagine Bianche del Piemonte.

Premio Celeste, I classificato, categoria Artisti Affermati.

2003
Fresco and Salty,
a cura di Dr Sania Papa, Amfilochia, Grecia. 

P O S E
di Manuela Brevi

La nostra vita è fatta di gesti. Istintivi, minimi, essenziali. La maggior parte delle volte perfino impercettibili nella frenesia del nostro quotidiano. Un gesto vale mille parole, si dice. Forse perché lì dove i discorsi si fanno vacui, artificiali e leziosi, e la parola corre il rischio di essere distorta e banalizzata nei suoi contenuti, un gesto preserva l'autenticità e la carica espressiva che lo hanno fatto nascere.

Anche la pittura di Valerio Berruti, traducendo la vita, è fatta di gesti. La forza, nei suoi quadri, sta tutta in un accenno di movimento, in una posa appena pronunciata, nella transitorietà di uno sguardo o di una carezza. Le sue sagome di uomini, donne e bambini, immerse nel vuoto e nel silenzio, ricondotte all'essenzialità e alla potenza di un segno libero e quasi infantile, ci parlano di un mondo fatto di piccole e intime attenzioni, in cui il quotidiano si carica di significato, si fa sacro, e diventa il tramite per il compimento del nostro destino.

In queste figure anonime, esili e immateriali, si nascondono i corpi e i volti reali e quotidiani di madri, padri, figli e fratelli, legati, come lo siamo tutti noi, da una storia antica e ogni volta nuova, quella della propria famiglia. Una storia che ci appartiene e alla quale apparteniamo. Una storia di affetti, incomprensioni, di gioie e di dolori, dove i gesti nascono prima ancora dei pensieri e diventano comunicazione prima delle parole. Un braccio sopra la spalla o attorno alla vita, una mano sul volto, un cenno della testa, un semplice sguardo si caricano allora in queste immagini di un forte valore simbolico. Raccontano di noi.

Nel suo lavoro Berruti va alla ricerca di questi gesti. E lo fa rovistando tra le molte fotografie della sua storia familiare, di quella di parenti, amici e vicini di casa. In quelle reliquie moderne che sono i nostri album di famiglia. In quegli scatti realizzati spesso da mani frettolose e inesperte e in cui tutti posiamo per mettere in scena noi stessi e il nostro vissuto, in una continua necessità di rappresentare e di rappresentarsi.

Sono pose, dunque, e non persone, quelle immortalate nelle opere di Berruti. Pose che si ripetono, identiche eppure sempre commoventi, in ogni scatto e in ogni quadro, e che ci sanno mostrare, più di un volto, più di un ritratto realistico, la realtà delle persone. I particolari, il contesto, le individualità allora non contano più, il vero volto delle persone non conta più, perché nella messa in scena della quotidianità i codici rimangono immutati, nello spazio e nel tempo.

Valerio Berruti, lavorando sul proprio privato, ci offre la possibilità di ritrovare noi stessi e la nostra esperienza all'interno dell'opera. Veniamo chiamati in causa, e l'immagine torna a parlarci attraverso un linguaggio semplice, originario e diretto come quello del disegno. Così, anche la tecnica dell'affresco, tanto ricca di storia e tradizione, viene utilizzata dall'artista nel tentativo di tornare alle origini del nostro fare arte, pienamente italiano. A quell'arte che riempiva le pareti delle chiese per raccontare al popolo la gloriosa storia di cui faceva parte. A quell'arte che era prima di tutto comunicazione e dialogo, e che spesso rimaneva l'unica possibilità di conoscenza e coinvolgimento per la gente comune. L'opera di Berruti ricerca oggi la calma, la semplicità e la bellezza di quelle chiese e di quelle immagini - non a caso, egli stesso vive e lavora in una chiesa sconsacrata - per ripartire da questo dialogo, e per dimostrare che la pittura non ha ancora rinunciato a parlare al popolo attraverso le sue tante storie.

Valerio Berruti