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Epoché - fotografia su tela - cm 120x183

Epoché - fotografia su tela - cm 120x183

Uomo con berretto bianco - fotografia su tela - 120x183

Uomo con berretto bianco - fotografia su tela - 120x183

Per strada - fotografia su tela - cm 120x183

Per strada - fotografia su tela - cm 120x183

Senza titolo - fotografia su tela - cm 120x183

Senza titolo - fotografia su tela - cm 120x183

Senza titolo - fotografia su tela - cm 120x183

Senza titolo - fotografia su tela - cm 120x183

Nel tram I - fotografia su tela - cm 120x183

Nel tram I - fotografia su tela - cm 120x183

Nel tram II - fotografia su tela - cm 120x183

Nel tram II - fotografia su tela - cm 120x183

L'amore - fotografia su tela - cm 120x183

L'amore - fotografia su tela - cm 120x183

In gruppo - fotografia su tela - cm 120x183

In gruppo - fotografia su tela - cm 120x183

Maura Donati ha studiato filosofia e psicologia a Milano, filosofia e germanistica a Heidelberg e fotografia a Rockport (USA).
È insegnante presso il liceo di Lugano e titolare di uno studio di consulenza filosofica.

 

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Tutte le cose si offrono a chi le percepisce senza la speranza d'essere altro che l'illusione di sé stesse.
E l'illusione secondo Jean Baudrillard non si può combattere con la verità o la realtà, ma solo con un'illusione più forte.
Ed è proprio in questo contesto che si inserisce il lavoro di Maura Donati; quello che le interessa é l'individuo, un individuo che emerge e sparisce come immagine di altre immagini.
L'universale, l'individuo al lavoro, per strada, solo, in gruppo o innamorato diventa traccia del particolare.
Essere più iperreali del reale, più virtuali della realtà virtuale: occorre che il simulacro del pensiero vada più velocemente.
La fotografa coglie le cose mentre si assentano da sé creando l'immagine di un'immagine.
Non vi é più bisogno di una coscienza critica per porgere al mondo lo specchio del suo doppio. Il nostro mondo moderno (non siamo più noi a pensare l'oggetto, é l'oggetto che ci pensa) ha inghiottito il suo doppio e al tempo stesso ha perso la sua ombra, e l'ironia di questo doppio incorporato esplode a ogni istante in ogni frammento dei nostri segni, dei nostri oggetti, dei nostri modelli.

Jean Baudrillard