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Senza titolo - china acquarellata - cm 35x50

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Senza titolo - acrilico su tela - cm 70x90

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L'albero magico / 2000 -olio su tela - cm 50 x 70

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Senza titolo / 2000 - olio su tela - cm 90x70

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Senza titolo / 2000 - olio su tela - cm 90x120

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Senza titolo / 2000 - olio su tela - cm 50x70

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Senza titolo / 2000 - olio su tela - cm 50x70

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Enrique Breccia nasce a Buenos Aires nel 1945. La sua personalità, totalmente indipendente e priva di condizionamenti, si manifesta fin dai suoi primi fumetti, disegnati nel 1966 per la rivista infantile argentina Billiken.

Negli anni collabora con varie Case Editrici sia americane che europee. Illustra libri sulla vita di Lope de Aguirre e "Cronache della Pampa barbara" per la Spagna e "La conquista del deserto", "La rivoluzione messicana" e "La Guerra d¹Algeria" per l¹Italia.

Nel 1992 la Commissione Spagnola del V Centenario gli commissiona un libro su Nuñez de Balboa, le cui tavole originali sono esposte alla Mega Esposizione Internazionale della città di Siviglia.

Docente dell¹Instituto de Directores de Arte, realizza anche alcune interessanti riduzioni a fumetti di classici della letteratura come "Moby Dick", "L'isola del tesoro", e "Till Ulenspiegel" che hanno fatto il giro del mondo. Notevoli sono anche le serie "Banditi", "Klondike" e "Nuovo mondo". I suoi capolavori sono sicuramente "Alvar Mayor" e "Robin delle stelle".

Meno conosciuta è la sua opera pittorica, esposta sporadicamente in Argentina e negli Stati Uniti. Ciò nonostante, i suoi dipinti sono di indubbio valore e mettono a nudo i limiti e le contraddizioni della società moderna, focalizzando l¹essenza dell¹essere umano in relazione al modo che lo circonda.

Attualmente sta lavorando per un progetto su H.P. Lovecraft con Keith Giffen per la DC/Vertigo Comics. Il direttore John Carpenter sta adattando la storia per il suo prossimo film. 

Dipingo quello che la bassa marea dimentica sulla spiaggia dopo che il mare ha fatto il suo lavoro di alchimista. Gli oggetti che la marea lascia disseminati sulla sabbia, hanno sempre un carattere di assoluto abbandono, di definitiva desolazione. Vivere sulla riva del mare è vivere sull'orlo. Conosciamo cosa c'è da una parte ma l'altra è completamente sconosciuta e aliena. Dipingo gli oggetti che il mare abbandona sulla spiaggia, ma dipingo anche il luogo (che é anche un orlo) dove la ragione lascia spazio all'istinto atavico. I miei squali sono sempre fuori dall'acqua. Sono stati pescati da uomini o donne con gli occhi bendati, senza identità. Quando appaiono assieme, l'essere umano acquisisce un carattere potenzialmente più pericoloso dell'animale che si trova al suo fianco. Siamo più vicini allo squalo di quanto non vogliamo riconoscere.


Enrique Breccia

Enrique Breccia